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Francesca Canepa 🌗

UTMB La mia Olimpiade - Francesca Canepa

Questa è la storia di una storia, la mia. Quindi ci sono alcune cose che dovete sapere.

Primo, il libro è stato scritto completamente da me. Non ho accettato ghost writers, interviste rivisitate, tracce imposte. Essendo la mia storia dovevo esserci io in ogni parola, volevo che i concetti potessero arrivare a voi con l'esatta intensità emotiva che li aveva generati, non una versione edulcorata. (mettere foto di una pagina) L'intensità è tutto, e per renderla fedelmente, alcune parole sono meglio di altre, tipo cazzo se vuoi dire cazzo, non cavoli. 70/71

Secondo, è una storia di emozioni, non una guida ai sentieri. Non troverete qui descrizioni di paesaggi mozzafiato, primo perché io non guardo niente, secondo perché quello che volevo condividere era il mio vissuto. Era quella sorta di "dietro le quinte" che ha sempre interessato me con gli atleti che trovavo ispiratori: volevo sapere cosa provavano in un dato momento, se avevano paura, come affrontavano una situazione imprevista. Mi interessa la vita vera, mi interessano gli ostacoli da superare, mi interessa la gestione della mente. 26/27

Terzo, non è un libro sulla corsa, cioè, parte dalla corsa e racconta di una corsa, ma è la storia di una vita. Mi piace pensare che possa essere uno stimolo, o un aiuto, o anche solo uno spunto, per tutti quelli che per qualche ragione si trovano davanti a delle avversità e hanno la tentazione di mollare. Non bisogna mollare, perché ogni ostacolo deve essere un punto di partenza. Come diceva Goethe "si può anche costruire qualcosa di bello con le pietre che ostacolano il nostro cammino".8/9

Quarto, alla fine è anche un libro sulla corsa più importante del mondo raccontato dall'esterno: cioè, più o meno esterno, se si può definire "esterno" uno come Renato. Però abbiamo voluto portare a voi anche il punto di vista tecnico di chi la gara l'ha analizzata in ogni suo dettaglio: PRIMA, per convincermi che un grande risultato era davvero alla mia portata, DURANTE, per gestire il mio operato km dopo km, DOPO, per capire in che modo esattamente si sono svolte le cose. Ci sono i tempi di passaggio ad ogni punto, la lista delle atlete che ho via via superato, il suo vissuto che (pur ermetico)lascia trasparire cosa deve provare uno che tiene al risultato forse ancora più di me e lo vede succedere sotto i suoi occhi.

Ecco.... tutto qui. Se volete vivere un po' di questa magica storia insieme a noi, questo è il link

ora però permettetemi di condividere con voi il più bel messaggio della prima persona che ha letto il libro. Ogni volta, io ho la pelle d'oca per l'effetto che fa

“Ho già letto il tuo libro! Tutto d'un fiato... bellissimo! Quando l'ho finito mi sentivo stanco, emozionato, agitato, frastornato, euforico, disorientato, confuso, incredulo... Come se fossi stato io a correre quella gara... Ed in un certo senso è stato così.. Io ero al mare, ma ho passato 26 ore filate attaccate all'iPad, a chiedermi come mai eri partita "lenta", se avevi problemi (vesciche??? Storte???), se invece era solo strategia; ho stalckerizzato Renato per avere info, mi sono infuocato nel seguire la tua memorabile rimonta, ho temuto il peggio quando a pochi km dal traguardo sembrava che ti stessero riprendendo... Ho bestemmiato come un turco quando gli aggiornamenti diventavano lenti, quando la diretta streaming mi faceva capire che eri ancora avanti, e di parecchio, ma la classifica ancora non era aggiornata... ho aspettato con impazienza che tu sbucassi da quel mare, ma che dico, da quell'oceano di folla, e poi... ho pianto per te. Perché te lo meritavi. Perché...era giusto così. Bellissimo il libro, ma ho colto una inesattezza, nei capitoli finali. Non eravate solo tu e Renato a crederci. C'ero anche io. In silenzio, in disparte, ma pronto sempre ad incoraggiarti, a sdrammatizzare le tue (finte) paure, a strapparti uno sguardo di speranza e un sorriso. Pronto a difenderti davanti all'ignoranza, l'invidia e la profonda cattiveria della gente, per qualcosa di assurdo, falso, ignobile. E secondo me c'erano tanti altri, che nel loro silenzio timido e pieno di rimorsi per le cose pensate ma non dette, hanno urlato di gioia per te. È sempre stato un onore combattere al tuo fianco. Perché quando il comandante è il primo a dare l'esempio con la sua condotta coraggiosa e orgogliosa, per chi viene dietro è sempre più facile. Corri Fra. Corri lontano. E corri forte. Dopotutto, sei la campionessa del mondo, e hai il trail nel sangue, nelle gambe, nel cuore. Cosa ci vuole mai...?


e poi... ecco le prefazioni: ho il grandissimo onore di mostrarvi con quali parole due persone eccezionali hanno scelto di introdurre il mio libro. Voi leggete.

Le persone non hanno bisogno di presentazioni perché si tratta della maratoneta Olimpica Valeria Straneo e del Signore degli Ottomila, Abele Blanc.